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DA RAPPRESENTARSI NELl/l. R. TEATRO ALLA SCALA
IL CARNEVALE l837-38.
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PER GASPARE TRUFFI M'DCCC XXXVII'
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http://archive.org/details/ilgiuramentomelo1837merc
ARGOMENTO
iVLanfredo , Conte di Siracusa, amo , ed ottenne in i sposa Bianca, figlia dì Ruggiero, Barone di Catania. Ella obbedì al cornando paterno j ma in segreto ella amava un giovine Cavaliere straniero, che di lei non co- nosceva che il nome, e al quale, dovendo repente seguire lo sposo a Siracusa, non potè dire nemmeno un addio. Virtuosa, rassegnata ella soj feriva V indifferenza, l'orgo- glio, la gelosia del capriccioso consorte, e si confortava colle rimembranze del tetto paterno e del primo e in- norente amor suo. Brunoro, segretario e favorito di 'Man- fredo, oso alzarsi fino a lei, amarla, chiederle amore. Bianca lo respinse, minacciò j e Brunoro fremente allon- tano ssi per alcun tempo.
Corso era un lustro: una ricca, avvenente Dama di Francia soffermava in Siracusa. Il di lei palazzo era convegno della più cospicua e galante gioventù: feste , conviti, danze vi si succedevano. Elaisa era V amore di tutti, e Manfredo nera più eli altri invaghito, e in tutto a lei s'affidava. Ella percorreva la Sicilia onde scoprire una giovine figlia di Capitano aragonese , che a! di lei prieghi e pianti avea ottenuto dal padre la vita di quello di lei, che combattea per /' Angioino. Nel nobile entu- siasmo di sua riconoscenza, Elaisa avea giurato in suo cuore alla giovine fede e guiderdone, e donato un effìgie sacra, in memoria, e per riconoscersi a un tempo. Ne* di lei viaggi, Elaisa,, su gli Appennini, assalita da' Fuoru- sciti, venne salvala da Viscardo, profugo, unico super- stite della proscritta famiglia deJ Duchi di Benevento : ella lo amò ardentemente. Viscardo era triste di non po- ter corrispondere al vivo affetto dT Elaisa, che, per sot- trarlo alle insidie de nemici , a'sospetti di Manfredo, di
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lei fratello credere lo faceva. Un primo amore, infelice , insuperabile, sempre caro, si celava nel cuor di Viscardo. Ei baciava appunto un ritratto dell3 adorata sua donna in un viale remoto, allorché Brunoro,, che militato aveva sotto il Duca di Benevento , lo sorprese _, e riconobbe Bianca in quel ritratto, e V oggetto deWamor di Viscardo. Meditò allora il perfido sua vendetta su Bianca.
A tal epoca comincia V azione. L'incontro di Viscardo con Bianca^ il furor dJElaisa, guidata da Brunoro, che li sorprende, lo scoprimento dell'effigie, la riconoscenza., la generosità, la fede al giuramento dJ Elaisa , i di lei virtuosi sforzi onde salvar Bianca dalla morte destina- tale da Manfredo , che infedele la crede per un foglio intercetto da Brimoro, V eccesso d* amore e di fede di cui vittima soccombe, formano gli episodj.
U argomento e tratto da un Dramma francese di Vit- tore Hugo, intitolato Angelo. I cangiamenti di località, di nomi, di qualche carattere e situazione, si rendevano necessarj '. La sollecitudine colla quale si dovette confor» viario pel teatro musicale ottenga venia alle parole.
PERSONAGGI ATTORI
MANFREDO, Conte di Si- racusa. Sig.r Cesare Badiali.
BIANCA; di lui consorte. Sig.a Brambilla Marietta.
I ELAISA, Dama straniera. Sig.a Schoberlechner Sofia.
VISCARDO di Benevento. Sig.r Pedrazzi Francesco.
BRUNORO, Segretario del
Conte. Sig.r Vaschetti Giuseppe.
I ISAURA, Dama di Bianca. Sig.a Sacchi Marietta.
CORI
Gentiluomini - Cavalieri armati - Dignitarj
Dame - Damigelle
Artieri - Popolani - Pescatori - Popolo.
COMPARSE
Cavalieri, Guardie, Scudieri e Domestici di Manfredo. Un Maggiordomo, Paggi e Damigelle d'Elaisa.
V azione è in Siracusa nel Secolo XIV.
Parole di Gaetano Rossi. Musica del Maestro Sig. Saverio Mercadante.
Il virgolato si ommette.
Le Scene tanto dell' opera quanto de' balli sono d'invenzione ed esecuzione dei Signori
Cavallotti Baldassare e Menozzi Domenico.
Maestro al Cembalo Sig. Panizza Giacomo.
Altro Maestro in sostituzione al sig. Panizza Bajetti Giovanni.
Primo Violino, Capo e Direttore d'orchestra Sig. Cavallini Eugenio.
Altri primi Violini in sostituzione al sig. Cavallini
Signori Cavinati Giovanni ^ZZ Migliavacca Alessandro.
Capi dei secondi Violini a vicenda
Signori Buccinelli Giacomo ~ Rossi Giuseppe.
Primo Violino per i Balli
Sig. De Baì:llou Giuseppe.
Altro primo Violino in sostituzione al sig. De Bayllou Sig. Montanari Gaetano.
Primo Violoncello al Cembalo Sig. Merighi Vincenzo.
Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Merighi Sig. Gallinotti Giacomo.
Primo Contrabbasso ai Cembalo
Sig. Luigi Rossi.
Prime Viole
Signori Maino Carlo ~ Tassistro Pietro.
Primi Clarinetti a perfetta vicenda
Signori Cavallini Ernesto =z Corrado Felice.
Primi Oboe a perfetta vicenda
Signori Yvon Carlo = Daelli Giovanni.
Primi Flauti
per V Opera pel Ballo
Sig. Raboni Giuseppe. Sig. Marcora Filippo.
Primo Fagotto
Sig. Cantù Antonio.
Primo Corno da caccia Altro primo Corno
Sig. Martini Evergete. Sig. Gelmi Cipriano.
Prima Tromba Sig. Antonio Maciian.
Arpa Sig. Reichlin Giuseppe.
Istruttore dei Cori Direttore dei Cori
Sig. Cattaneo Antonio. Sig. Granategli Giulio Cesare.
Editore della Musica Sig. Giovanni Ricordi.
Suggeritore Sig. Giuseppe Grollt.
Vestiarista Proprietario Sig. Pietro Rovaglia e Comp.
Direttore delia Sartoria Sig. Colombo Giacomo.
Capi Sarti
da uomo da donna
Sig. Felisi Antonio. Sig. Paolo Veronesi.
B erre tton aro Signori Zamperoni Francesco e figlio.
Fiorista e Piumista Signora Giuseppa Robba.
Esecutori degli attrezzi Signori Rognini e Zannini.
Macchinista Sig. Giuseppe Spinelli.
Parrucchieri Signori Bonacina Innocente ~ Venegoni Eugenio.
Appaltatore dell'Illuminazione Sig. Giovanni Garignanl.
BALLERINI
Compositori de' Balli
Sig. Galzeràni Giovanni e Rugali Ferdinando^
Pi imi Ballerini danzanti francesi
Signori R. Albert e L. Bretin - Signore E. Hesler e L. Varin
Primi Ballerini italiani
Signor Toncini Domenico - Signore Frassi Adelaide - Zambelli Francesca
Primi Ballerini per le parli
Signori : Catte Effìsio - Montani Lodovico - Bocci Giuseppe
Prime Ballerine per le parli
Signore Colombon Luigia - Ronzani Cristina
Altri primi e Supplementi
Signori : Trigambi Pietro - Casati Tomaso - Fietta Pietro
Pagliaini Leopoldo - Villa Francesco
Signore : Superti Adelaide - Gabba Anna - Molina Rosalia
Primi Ballerini di mezzo carattere
Signori : Marchisio Carlo - Baranzoni Giovanni - Della Croce Carlo
Bondoni Pietro - Rugali Antonio - Rugali Carlo - Vago Carlo
Razzani Francesco - Rumolo Antonio - Viganoni Solone
Gramegna Gio. Battista - Briama Giacomo - Pincetti Bartolomeo
Croce Gaetano - Bertucci Elia - Vigano Davide - Ravetta Costantino
Boresi Fioravanti.
Prime Ballerine di mezzo carattere
Signore : Carcano Gaetana - Opizzi Rosa - Novelleau Luigia
Braghieri Rosalbina - Braschi Eugenia - Morlacchi Angela
Morlacchi Teresa - Montani Gesualda - Bellezza Giuseppa
Molina Rosalia - Angelini Silvia - Visconti Giovanna.
I. R. Scuola di Ballo
Maestri di Perfezionamento
Sig. Blasis Carlo. Sig.a Bla.is Ramacini Virginia.
Maestro di ballo Signor Villeneuve Carlo
Maestro di mimica Signor Bocci Giuseppe
Allieve dell' I. B. Accademia di Ballo
Signore : Frassi Adelaide - Zambelli Francesca - De Vecchi Carolina
Charrier Adelaide - Viganoni Luigia - Tamaguini Giovanna
Bussola Antonia - Brambilla Camilla - Bertuzzi Matilde - Monti Luigia
Merzagora Luigia -Àngiolini Tamira - Cottica Marianna- Granzini Carolina
Domenichettis Augusta - Bussola Maria Luigia - Rizzi Virginia
De Vecchi Michelina - Pirovano Adelaide - Gonzaga Laura
Banderali Regina - Catena Adelaide - Colla Rosa - Romagnoli Caterina
Monti Emilia - Fuoco Maria Luigia - Vegetti Rachele
Wauthier Margherita - Galàvresi Savina - Bellini Teresa
Bagnioli - Bertuzzi.
Allievi dell' I. R. Accademia di Ballo
Signori: Oliva Pietro - Colombo Pascpale - Meloni Paolo -Senna Domenico
Lacinio Angelo - JVlazza Pietro - Vismara Carlo - Croce Giuseppe
Ballerini di Concerto
N. 12 Coppie.
SCENA I.
GIARDINI ILLUMINATI
Palazzo d' Elaisa, a sinistra,, con scalinata. L'atrio ei superiori appartamenti si scorgono disposti a festa notturna. Viali alla destra. L'avanti della scena pre- senta un padiglione. Nel fondo spiaggia del mare.
Musica di danza dal palazzo. Banda sulle barche alla spiaggia. Gentiluomini, Dame e Maschere che sy aggi' ranoj poi Viscardo , indi Manfredo e Brunoro.
Coro Udì: ogni intorno echeggiano Suoni giulivi e canti. Vedi sparir , succedersi {verso il palazzo) Festevoli danzanti. Qui di piacer, di gioja Tutto è sorriso, ardor. Tra vaghi incanti è questa La reggia dell'Amor.
Ad Elaisa onor! Regina della festa, E Dea di tutti i cor'...
Ad Elaisa Onor ! (j* disperdono) VlS. La Dea di tutti i COI*'! {sospirando alle ultime
Ed ella il mio sol brama! Parole dei Coro)
io ATTO
E, fido a un primo ardor, Il mio non l'ama. Bella, adorata incognita, (con trasporto)
A me chi ti rapì? Il tuo Viscardo, misero!
Te cerca da quel dì. Trovarti... rivederti
Un solo istante ancora....
Udir, io t'amo... dirtelo!...
E morrò lieto allora.
Privo di te, più vivere
Non pOSSO omai COSÌ, (s'interna pei viali)
VoClElaisa ! ElaiSa !.. (dal palazzo e da' viali arrivano Gen-
Ov'è? SÌ Cerca... Sparve. tiluomini e Dame)
Forse aggirarsi gode Sotto ignota divisa. Ecco Manfredo. Man. (osservando intorno) E neppur qui Elaisa! Senza di lei che ¥ animava, or muta Langue la festa. Più non brilla un core. Sparirono con lei piaceri e amore. Coro Forse amor la bella arresta
Con felice adorator. Man. (Fier sospetto, ohimè! si desta Nel geloso ardente cor. A lei tutti io già sacrai I più dolci affetti miei: Tutti vólti sono a lei I miei voti, i miei sospir'. Tutto mio quel cor vorrei... Per me solo... ed un rivale Ora forse!... Idea fatale!... Io rivai potrei soffrir!... Elaisa me tradir!
PRIMO 1 1
Ah ! no, no. Sì reo sospetto
È un oltraggio al suo candor. Mercè cara a tanto affetto Spero alfìn dal suo bel cor.) Coro Vien, Regina della festa... (scorgendo Eia.) Bella Dea di tutti i cor'!... (tutti u vanno
incontro)
SCENA IL
Elusa con Damigelle dai viali. Neil' i stesso momento Yiscardo. [Ella guarda Vis. con tenerezza che repri- me, poi si volge a Man.).
Ela. Oh mio... germani... (Che palpito!)
Man. (E quale ardor ! Che sguardo I (psservan.)
Bru. (Chi vedo mai ! Viscardo ! ) (fissando Vis.)
ELA. Manfredo!... (porgendogli la mano eh! ei bacia)
Vis. (wi contrasto) (E in tante pene!...) Elaisal...
ELA. (MÌO bene ! ) (con trasporto a Vis. som-
ELA.VlS.MAN.(VicÌnO a chi s'adora messamen(é)
Dover frenarsi ognora!
E non poter esprimere
Desiri, affetti, ardori.. Non v'è, non v'è più barbaro
Tormento nell'amor.) Bru. (È giunta, spero, l'ora
Che sospirai sinora.
Celar le angoscie, il fremito
Di mio spregiato ardori... Non v'è, non ve più barbaro
Tormento per un cor.) Coro (Egli Elaisa adora : (osservando Man.)
E dee frenarsi ognora!...
li ATTO
Non v' è, non v3è più barbaro Tormento nell'amor.) Man. Voi spariste ElaisaL. {marcato)
Ela. Un raggio di speranza,*. Una gentil sembianza... M'illusero su oggetto Diletto a questo cor. Vis. (colpito) (Che ascolto!)
MAN. (con espressione ironica) E questo
Oggetto sì diletto ai vostro core?... Ela. È una donna. (con affezione)
Vis. MAN.BRU. Che dite? (sorpresi)
Ela. Cui deggio un padre... e cerco ognora. Udite: Di superbo vincitore
Elaisa a pie gemea,
E la vita gli chiedea,
Fra i sospira del genitor. Del fier Duce a giovin figlia
Sulle ciglia trasse il pianto.
Pregò il padre, il baciò tanto
Che la grazia le accordò. A quell'angelo Elaisa
La mercede in cor giurò. Tutti Che bell'anima Elaisa
Giovinetta pur mostrò! Ela. Sacra effigie protettrice
Elaisa in sen portava,
E in memoria la donava
Alla sua consolatrice....
Il suo nome v' incideva :
Sii felice, le diceva...
Questa effigie ti protegga:
Forse un dì ti rivedrò.
PRIMO i5
Ma quell'angelo Elaisa
Da due lustri invan cercò. Tutti Ed un angelo, Elaisa,
Siracusa in te trovò. Coro Or la danza si riprenda:
Gioja tutti i cor' raccenda.
Elaisa si festeggi :
Quel bel nome all'aure echeggi r
E fra palpito soave
Trovi un eco in ogni cor.
Elaisa!... Gioja!.,. Amor! ELA.Vis.MAN.De'mortali Nume in terra,
Vita e gioja, Amor, tu sei.
Nume in Cielo degli Dei...
Perchè il Cielo è dove è Amor; Foco tuo gli affetti miei...
Spiro sei di questo cor... Viver sol d'amor desio...
Nel tuo Ciel morire, Amor, (il Cora
ripete, e va poi disperdendosi)
SCENA HL
Elaisa, Viscardo, Manfredo, Brunoro: questi avrà con- tinuamente osservato Vis. Intanto una Maschera pas- sando vicino a Man. gli porge un piccolo foglio 3 t sparisce rapida.
Bru. »(Vidi, compresi; e giovi "All' intento.)
MAN. (fisando il foglio) » Qual foglio ! (guardando intovnvi)
"E chi?... sparve. (apre n foglio)
Ela. "Alle danze anch'io fra istanti
"Giuliva m'unirò. (alle Dame che s'allontanano)
Bru. (« vu) "Brunoro, o Duca,
4 ATTO
y « V'attende fra5 viali. (s'allontana)
Vis. (scuotendosi) «Brunoro! Tu ! Sì. (**&** Bru) Man. » Che lessi ! (agita* )
Elà. «E quali (che osservò Bru. e Vis.)
« Rapidi arcani detti! Man. (inquieto) » Chi mai fia?
ELA. « SegUansi. (avviandosi)
MAN. «Qual mistero! (fremente)
« Ma tremino. Elaisa ! (scorgendola)
Ela. «Manfredo! Voi fremete ! Ed improvvisa
«Quale smania sì v'agita? Sospetti
«Novelli ognor! Man. «Ne mai
«E più giusti e più fieri io ne provai. Ela. «Ma d'onde!
MAN. «ECCO. (mostrando il foglio)
Ela. « Qual foglio !
Man. «Terribile.
Ela. «Lo scrisse?...
Man. «Una furia che tutte, atroci, in seno
«Mi lanciò le sue serpi. Ogni riposo
«E gioja m'ha rapito. Ela. «E che!...
Man. «Leggete. (le porge il foglio)
Ela. (legge) «Ciel! Siete tradito.
MAN; «Son tradito. (marcato efisandolo)
Ela. «E il traditore?
Man. «Forse... e qual la traditrice! (con impeto)
ELA. « Conte.. .AddlO.(^ dà Ufoglio e per part.)
Man. «Deh!... m'ascoltate...
«Per pietà!... cieco d'amore «Perdonate a un infelice. «Deh! consiglio... deh! conforto «All'amore.., all'amistà.
PRIMO i5
Ela. » Fiero oltraggio è quel trasporto
^All'onore, all'amistà. Man. "V'amo... e temo un altro amato :
"Da'nemici sto accerchiato. (con forza) "S'arma già ver me Agrigento... "Io pavento un tradimento... "Fra' miei fieli... tra mie soglie... " La mia moglie !... Ela. (sorpresa) » Vostra moglie I
" Lei cantava il Trovatore " Vago fiore eli beltà. " Tutti esaltan del suo core " Il candore e la pietà.
" Di geloso, ingiusto SpOSO (maretta)
" Danna ognun la crudeltà. Max. n M' arse un dì per essa il core :
" Mia divenne sua beltà. " Ma un sorriso mai d'amore...
" Un sospir per me non ha. " Ah! d'un primo affetto ascoso
" L' atra idea gelar mi fa. Ela. " Ella amava!..
Man. " E lo celava...
" Sin d' allora mi tradiva... Ela. " E dal caro ben divisa!...
" Oh! infelice!... Man. (con foco) » Ed io!.. Elaisa!
» VJ è chi soffra più tiranni
» Tutti in sen d'amor gli affanni?
" Tutto osar per voi saprei...
" Per voi tutto perderei...
99 Voi sol amo... voi sol bramo...
" Vostri sono il core, il trono...
" La mia mano... la mia fé...
i6 ATTO
Ela. » Oh Manfredo! già obbli'ate
« I dover'... per voi... per me f Man. » Ah ! sì, e ver. Ma, non m'odiate.
« La speranza mi lasciate...
» Ch'altri almen non è riamato...
» Che rivai per me non v' è. 0 Nata ad amar quest' anima
» Cerca d' amore oggetto...
» Un core che rispondere
v> Sappia ad ardente affetto..*
» Amatemi , Elaisa..,
& Donatemi quel cor. » Tremate allora, o perfidi:
p Vi sfido, o traditor'. y> Felice ed invincibile (ad Eia.)
» Sarò nei vostro amor. Ela. r> Se anch' io dovessi perdere (esaltandosi)
» Un dì l'amato oggetto !...
» Se mi tradisse un perfido...
« E ardesse ad altro affetto !._
r> Oh misera ElaisaL.
» Morir, morire allor. » Ma lunge, o tristi immagini....
» E troppo mio quel cor. » Fidatevi a quest'anima: (a Mai.)
» Sperate nell'amor.. {partono)
SCENA IV.
VIALI OMBROSI , illuminati a pallide luci. Viscardo e Brunoìio
Vis. Brunoro... o tu, Y antico,
Negli anni di mia gloria, e dolce amico,
PRIMO 17
Vieni al mio seno ancor. Torna fortuna A sorridermi ornai. Bru. Ed a me pure. (marcato)
Vis. E tu conosci... sai (con gioja)
Dunque ove sta celato
Quest'idolo adorato, (mostrandogli un ritratto, e
Di cui mi sorprendesti badandolo)
L'imago a ribaciar quando giungesti? Bru. Sì, e quanto! e del dorato (con amarezza)
Suo carcere a me noti... e ognor dischiusi
Gli aditi son... anche i segreti. Vis. (con ansia) E a lei?...
Bru. De' giardini trovatevi alla porta. Vis. Quando ? Bru. Fra un' ora , e scorta
Io vi sarò presso all' amata. Vis. («* viva gioja) E allora!...
Ah ! per te in Ciel mi troverò. Fra un'ora, (parta)
SCENA V.
Brunobo, indi Elaisv dall'opposta parte d'onde para Vi scardo.
Bru. Ed io fra un'ora vendicato. (con gioja feroce) Ela. Quegli
Che vi lasciò?...
BrU. E l'avanzo (con mistero marcato)
Unico della misera, proscritta
Casa di Benevento. Ela. E voi!... Cielo!... Che sento!... Bru. Ed io, Contessa,
Io so tutto... sì... tutto ! Onde celarlo
De' nemici alle inchieste...
Di Manfredo a' sospetti,
2
18 ATTO
Qual fratel l'accoglieste...
ELA. (agitata e sommessa) Dell!... Il Segreto !
Bru. Fidatevi ; ei m'è caro, ed or son lieto Ch'ei felice è d'amor.
ElA. (con fiducia e sorriso) Oh! SI.
BrU. {marcato) Fra pOCO
Ei sarà a pie dell' adorato oggetto... Che piangea... che trovò.
ELA. ('utbata, e con impeto) Che? Ciel !... die dite?
Bru. Il ver.
Ela. Viscardo! Un'altra!... Ah! no. Mentite,
Bru. Io mentisco ! Seguitemi.
Ela. (fi-emerite) Tremate.
Voi la morte d'alcuno pronunziate. Bru. Della rivai. Ela. (/?"«) Sì... se vi fia. Viscardo (con passione)
Un traditore ! Bru. Ebben ! (avviandosi)
Ela, Viscardo!... Un'altra amar! Che orrore!
(segue Bru,)
SCENA VI.
STANZA DI BIANCA NEL PALAZZO DI MANFREDO.
Tavoli con doppieri a lumi accesi. Un'arpa. Sofà e Se- die. Un verone che offre vista sui mare. Porte late« raii. Grande porta nel prospetto.
Dame in conversazione. Alcune sedute giuocando , altre discorrendo j due con Isaura., che addita Bianca se' duta sul verone.
Coro Era stella - del mattino
Tanto bella ! - e impallidì. Parea rosa - di giardino Sì vezzosa ! - ed appassì.
PRIMO 19
Puro giglio, sull'albóre,
Che ti fa languir così? Al sorriso ella era nata
Del destin più lusinghieri La sua vita nserbata
A un Eliso di piacer... Pur segreto, fier dolore
Va struggendo i suoi bei dì. Chi sa forse !... Giovin core...
Tutto a te brillò.... e sparì.
BlA. Oh! SÌ... mie Care... Oh! SÌ, (avanzando lenta-
Tutto per me brillò... tutto sparì. mente) Or là , suir onda , col pensier mio , Ver l'altra sponda, al suol natio, Fra dolci immagini, volava il cor. Per me tornavano que' dì felici... Le notti d' estasi incantataci... Queir aure... i salici... il rio... Tarclor !... Ahi ! eh' era sogno ingannator. Coro Racconsolatevi , bella dolente :
Tornerà a splendervi il ciel ridente: Di gtoje F iride brillerà ancor. Bja. (Di tua fede bello ognora,
Torna, o caro, a chi t'adora: Sarai f Iride di gioja Che il mio cor farà brillar. Quel bel ciglio tutto amore Era il ciel per me ridente: Un tuo sguardo al cor dolente Può la vita ridonar.) Ma a mezzo il di lei corso E giunta ornai la notte, o dolci amiche,
Ite al ripOSO. Addio. (fc Dame si ritirano per la porta di mezzot che verrà aperta e chiusa du' Paggi)
ao ATTO
SCENA VII.
BliNCA e Isaura.
Bia. Già un lustro, Isaura mia, già un lustro... eterno!
Da che lasciai Catania ,
E più no5l vidi. Il sai!... Isa. Calmatevi , sperate. Bia. Come? In che più sperar? Isa. Potria la sorte
Guidarlo in Siracusa. Bia. Come vederlo,... ei me veder?... se chiusa,
Qual prigione , mi tien quegli che sposo
Dovei seguir repente... senza addio...
E senza palesarmi all'idol mio ,
Ch* altro di me non conoscea che il nome?
Or, tu ben vedi , e come,
E in che sperar potrei?
Sol nella morte. Isa. Ah! che veder dovrei?
Misera! Bia. Oh Isaura! No, non pianger, vanne,
E riposa. Isa. E spogliarvi?
Bia. Io sola...
Isa. di' io
Doman vi vegga nel sorriso.
BlA. (te stringe la mano) Addio. {Isa. entra
nella stanza a destra)
SCENA Vili.
Bianca da un cofanetto d3 ebano , sul tavolino, leva un libro, lo svolge, si concentra, guarda il cielo.
Preghiamo. -Ah! pregai tanto! Ma il mio labbro
PRIMO -i i
Recita la preghiera... (*) (ripone il libro)
Ed il mio cor... là... a lui. (*) L'ultima sera Ei cantava al mio piò. Da quanto amore Animati i suoi sguardi... ed il suo canto!
QllCSt' era il tema. (eseguisce sull'arpa il ritornello della canzone che canterà poi Vis.)
SCENA IX.
Brunoro, dalla porta a sinistra, fa cenno a Viscardo d' entrare,
BRU. (sommessamente) Entrate.
VlS. (sulla soglia ravvisando Dia.) Eccola.
Bru. lo mi ritiro.
Là intanto VÌ Celate. (accennando il verone)
Vis. (presso al verone) La mia vita
E tua. (Vis. si cela nel vano del verone. Bru. cava un foglio, lo posa sul tavolino rapidamente, ed esce)
Bru. Forse tra poco ella è finita.
SCENA X.
Bianca e Viscardo celato. BlA. Ali! lo ripeto Ognora! (cessando dal suono
Ma quella voce! oh ancora La sua voce una volta! Vis. Ti creò per me l'amor, (dal r*rone)
Per amarti mi fé il cor. Sol mio voto, mio pender, De' miei sogni sei piacer.
BlA. Cielo ! (colpita e con trasporto)
Vis. Tutto io trovo, o cara, in te: Tu sci vita e ciel per me.
.DIA. VlSCardOI... (che si sarà alzata, e acco? rendo)
%% ATTO
Vis. Bianca! (esondo)
Ah! ti trovai, bell'angelo!... Bia. Io ti rivedo ancor!
a 2 E troppo, oh Dio! la gioja
Che mi rapisce il cor. Bia. Guardami... o caro... guardami... Vis. In estasi ti miro...
a 2 Ecco il celeste spiro
Di voluttà, d'amor. Bia. Non sai quant' io penava!... Vis. Io già la vita odiava ...
a 2 Ma ... ti trovai, bell'angelo ...
Ma ti rivedo ancor ! Compensa pene e lagrime
La gioja del mio cor. Bia. Or meco siedi, e narrami... (s'avvede delfoglìo
Ma un foglio qui vegg'io! sul tavolino)
Volevi tu sorprendermi!... Vis. Forse Brunoro ...
Bia. Oh Dio! (<*¥**)
Brunoro!... Vis. In te qual fremito!...
Bia. L'iniquo! ah! tu non sai!... (apre n foglio
Amore spregiato sarà vendicato * legge)
Per te Sol tremo... (va al verone osservando) "Vis. (fremente) Il perfido !
BtA. Oh Ciel!... (affannosa)
Vis. Che avvien !...
Bia. Dall'andito
Terren che qui conduce,
S'approssima una luce.
Come salvarti?... ohimè!... Vis. Non paventar per me.
Bia. Ah! là... c'è Isaura... celati.
PRIMO a3
Vb. In tua difesa io resto. (deliberato)
Bu. V è istante più funesto ! (guidandolo
Vis. f A clie ti trasse, o misera, ^rso la porta)
II mio fatale amore!...
Ma tema il mio furore
Chi offenderti oserà. Bu. ) Se ti son cara... oli!... celati: (con dispera-
Non i miei dì!... l'onore! zìone)
Oh Dio!... mi manca il core...
Abbi di me pietà ... (ella trascina Vis.
alla porta, V apre, lo spinge addentro * chiude, poi spegne il lume e si getta sul sofà )
SCENA XI.
Elaisa dalla porta a sinistra , con lampana in mano» Scorge il lume appena spento , indi s'avvede di Bianca sul sojà.
Ela. Tutto è tenebre... e si tace... È fumante ancor la face... Ella è sola... e dormir finge.
Ei Celossi. (esamina le porte)
BiA. (volgendo il capo) Che mai vedo !
Una donna ! Ela. {presso la pana di prosp.) Là Manfredo. Bia. Ciel! conosce...
ELA. (verso la porta a destra) Qui...
BiA. (appena respirando) Oli terrore!
Ela. Chiuso addentro! {spingendo la porta)
Bia. (facendosi coi aggio) Qual romore !
Voi... che osate in queste stanze?
E chi siete?... Ela. (fisando Dia.) Io! Quai sembianze!... (ww-
No, no. venendosi d'un' idea, poi respingendola)
24 ATTO
Bia. Ebbene! che volete?
ElA. Quella chiave. (con imyeio)
Bia. A voi? Chi siete?
Ela. Chi son io? chi son? Tremate.
Rivai vostra. Bia. (colpita) Rivai! (Cielo!)
Ela. Che vogl'io? Su lui che amate...
E su voi vendetta. Bla. Io gelo.
Ela. Di Viscardo io sono amante:
Egli m ha per voi tradito.
Qui felice, già un istante,
Ha con voi d'amor gioito.
Ma a punire uno spergiuro ...
Una moglie traditrice,
Qui , di tante culpe ulti ice ,
Una furia me guidò. Bia. Con sì angelico sembiante (che v ai>™
Voi sì fiero avreste il core ! osservata)
Ah! confusa... palpitante...
Voi compite il mio terrore.
Io non oso... non sapea...
Ve lo giuro, io non son rea.
Deh! pietà d'un5 infoi ice
Che già tanto, oh Dio! penò. Ela. Sì!... penaste?... e or io!... Viscardo!.. (con
Eì ... Viscardo! Ov'è? impeto crescente)
Bia. (atterrita) Gran Dio !
Oh! frenate quel trasporto...
Se Manfredo v' ode... è morto. Ela. Ei v'è dunque? è là. Schiudete. (Ma)
Bia. Deh!...
ElA. A Manfredo... (minacciosa, per avviarsi alla porta) BlA. (con grido soffocato) No. Egli... è là.
PRIMO *5
Ma s'è ver che voi l'amate... La sua morte non vogliate. La mia fama... la mia vita!... Deh ! per esso almen pietà. ! Ela. \ Fiere angosce voi provate ... Ma le mie non eguagliate. Voi amata... ed io tradita! No ... non v' è... non v* è pietà.
Egli... voi... Manfre... (volendo chiamare)
BlA. (atterrita, slanciandosi avanti lei) Ali!...
SCENA XII.
Dalla porta a destra s'avanza Viscardo _, staccandosi da Isaura, che tenta trattenerlo 3 Elaisa e Bianca.
Vis. (ad Eia.) Fermate.
Bia. Isa. Cielo!
Ela. (a Vis.) Oli perfido!
Vis. Lo sono.
Vostri sdegni in me sfogate:
La mia vita v'abbandono;
Ma con lei, deli! giusta siate,
Ne oltraggiate il suo candor. Ch'io morendo trovi ognora
Generoso sì bel cor. Ela. E il bel cor tu invochi ancora
Che tradisti in sì rea guisa? Vjs. Sol per lei... pietà!... Elaisa!...
ElA. No. (voienth avviarsi alla porta di mezzo)
BtA. (colpita) Elaisa! questo nome. ..(tra"enendo Eia., e
Cielo!.. è il VOStrO?.. Dite... con tutta l'ansia)
Ela. È il mio.
BlA. Quest'effigie conoscete?... (cavandosi dal
seno un' effigie, che bacia, e presenta ad Eia.)
5*6 ATTO
Ela. Giusto Dio! che miro!... e come...
Come voi la possedete? BiA. Me 'n fé dono un' Elafsa...
Cui salvava il genitor. Ela. Ella!.,, oh padre! ed io!... (incerta...
quasi per abbracciar Bia.}
SCENA XIII
SJ apre repente la gran porta di mezzo , e si presenta Manfredo; dopo lui due Scudieri e sei Guardie , che restano fuori dalla porta3 da cui si vede una sala d'armi.
Ela. Vis. Isa. Bia. (colpiti) Manfredo !
È
Son perduta!
Ela. Ed or!...
MAN. (sorpreso allo scorgere Eia. e Vis.) (Che Vedo !
Ma!... BrunoroL. E il traditor?) Ela. Oh genitor!
Bia. Vis. Isa. Oh mio terror !
(Bianca uà mancando j Isa. la sorregge , e poi accorrono Dame e Damigelle)
Insieme
Man. Elaisa in queste soglie!... (marcato ad Eia.)
Voi credea nel vostro tetto.
Alto ben sarà l'oggetto,
Che in tal ora vi guidò.
(Gelosia, timor, sospetto,
Più nel sen celar non so. Così barbaro tormento
Quanto ancor soffrir dovrò?) Eia. Pace... onore... amor... riposo {marcata)
Vi s'insidia... in questo tetto. Sì... terribile è l'oggetto Che in tal ora me guidò.
PRIMO 27
(Padre! oh padre mio diletto,
Come il giuro compirò? A più barbaro cimento Ahi! qual core si trovò?) BiA. Vis. (Del tiranno minaccioso
Freme il core all'atro aspetto. Elafsa con un detto Forse perdere ci può.
Non per me, per * . pavento.
Per salvar,0 io morirò.
À più barbaro cimento
Ahi ! qual core si trovò !) Isa. Coro (Qual sorpresa \ qual sospetto t
Per lei trema il cor nel petto.
A qual barbaro cimento
Fier destino la serbò !) Man. Questo fatai mistero (ad Eia.)
Or dunque palesate.
Saper vo' tutto... il vero.
Ne alcun salvar cercate. (marcato)
Tremi chi me tradisce...
Chi d'ingannarmi osò.
Le Guardie... olà! (due Scudieri partono)
Bu. Vis. (Che palpito!)
Ela. Un nero tradimento L. (contrastata)
Man. Ebbene! (con impeto)
Bia. (Io tremo...)
Vis. (Oh Dio!...)
ELA. Due perfidi... (sguardo rapido a Bia. e Vis,)
Man. (minaccioso) Quali!...
VlS. (deliberato avanzandosi) Iq,
Io... sol...
s8 ATTO
Man. Che!...
ElA. EÌ... SOI... Due perfidi (atterrita dal
pericolo di Vis. cangia repente) Giurarvi morte udia... (rapidamente)
Costor fra l'ombre sparvero...
Me tosto ei n'avvertia...
Voi qui a salvar sollecita
Tal cura ne guidò. Bia. $ (Qual donna!) Vis. ( (Ed ella or salvaci!)
Man. Fia vero quel che sento?... {sospettoso)
Vociai dent.) All'armi! Tradimento!
Agrigento ! Agrigento ! Man. D'orror mi freme il cor.
Ela. Oh giuro! oh genitori
SCENA XIV.
Coro di Cavalieri armati e Gentiluomini, Guardie j che si dispongono nella sala.
Coro Manfredo... eccoci a te,
Sia morte ai traditor'. Son tuoi la nostra fé... Gli acciari... il cor. L'oste, il cimento ov' è? Noi coglierem con te Novelli allór. Sia morte ai traditor'. Man. De' valorosi ecco Y accento : De' generosi ecco l' ardor. Tenta sorprenderci forse Agrigento... Forse ha rei complici qui un traditor... Ma tutti tremino del mio furor.
PRIMO 29
Coro Se di sorprenderci tenta Agrigento
Tremi coi complici suoi traditor'. El.BìA.A voi sorrida fida vittoria: («« Cw.)
Serto di gloria v'appresta amor. Il dì novello sorga più bello,
Di calma e gioje apportator.
(Per te piùgioja, povero cor!) Coro II dì novello sorga più bello ,
Di calma e gioje apportator. Vis. L'alta vendetta a me più spetta, (marcato)
Cader mia vittima de' il traditor. Voi non sapete qual fera sete
Di quel reo sangue m'arda nel cor.
Invano celasi al mio furor. Coro Compi la nobile giusta vendetta;
Premio t' aspetta eli fé e valor, (trombe e
tamburi dall'interno che si rispondono, e poi s'uniscono. Soldati che arrivano , popolo die accorre , e si dispongono nella sala d' armi )
Tutti Udite i segnali... le trombe guerriere. Il popolo accorre... s'uniscon le schiere. Scoprir gli assassini... incontro al nemico... Sfidarlo... annientarlo! Vendetta! Furor! La fede n'accende... ci guida la gloria:
Coroni vittoria l'ardire, il valor. (Man. s'uni- sce ai Cavalieri e segue i Soldati con Visc> che s'incontra con Bìa. Eia. siringe la mano di questa, che rimane con Isa. e le Dame).
FW£ DELL ATTO PRIMO,
Àt£$ ^HDStlD©
SCENA I.
PIAZZA,
A sinistra il palazzo di Manfredo. Guardie alla porta, e altre sentinelle all'intorno. A destra tempio, botteghe varie, e tende nel fondo, che servono a vendita di vini.
Corpi di Soldati che tornano a'proprj quartieri. Cittadini con daga e spada3 Artieri con arme ^ Popolani > Pe- scatori, Soldati, che a varj gruppi^ fra loro discor- rendo > s' avanzano e s'uniscono in
Coro
Vittoria! - Siracusa! Bel piacer il ritornar A' suoi tetti fra gli allór! Salutare ed abbracciar
I compagni vincitori Di sorprenderci credè
II nemico in buona fé... Ma sorpreso si trovò... Da leoni si pugnò...
Eh ! con noi, con tali eroi E la patria salva ognor! Viva ai prodi! Gloria! e onor!...
ATTO SECONDO Ji
Festeggiar un sì bel dì
Siracusa ognor vorrà,
Che di gloria ci coprì...
Che la storia eternerà. E Agrigento! - che terrori...
Che rossori là vi sarà! Vedrem poi se avrà f ardir
Di tornarci ad assalir!... Eh!... con noi, con tali eroi...
La vittoria e certa ognor.
Viva ai prodi! Gloria! onori Ed ora di gloria, di gioja fra i canti, Sì bella vittoria, superbi, esultanti, Andiamo a celebrar al suono dei bicchier'. Sì: andiamci a ristorar a un'ora di piacer.
(Si dividono per varie tende, ove si recati ad essi
bicchieri, ec.)
SCENA II.
Viscardo^ dalla parte del tempio. Vis. Compita è ornai la giusta E terribii vendetta. Perì quel vii Brunoro. Bianca, sei vendicata.
A Isaura, ch'iva al tempio, in sul mattino, Poche note per te, mio ben, fidai. Quando più rivederti io potrò mai? Fu celeste quel contento Che al vedersi ci rapì... Ma, qual lampo, oh Dio! sparì. Quando ancora un tal momento... Per noi quando tornerà? Ab: sì, amor l'affretterà. Coro Viva ai prodi* Alla gloria!... all'onori Viva Bacco... la gioja e l'amor!
32 ATTO
SCENA III.
Dal palazzo s'odono voci lamentevoli: escono poi Dame e Damigelle desolate , piangenti, avviandosi verso il tempio.
Donne Oh sciagura ! Atro giorno ! Infelice ! Uomini E che avvien? (accorrendo)
Donne Non più gioja... non canti!
Uomini Ma da che tanto affanno... que' pianti?... Donne Bianca.. .(*)ohimè!.. Bianca., .adesso., .morì.
(*) (fis- Ql nome di Bia. sarà accorso, e , nella più viva agitazione 9 sta ad ascoltare)
Vis. Bianca!... Come! Che dite?... Donne Repente ó
D'una sincope colpo violente Di Manfredo nel sen la rapì. Vis.CoRoFiera sorte! Terribile dì! (desolati)
Vis. (Bianca mia! La mia Bianca perì!) (immoto)
Coro Tanto bella . . . sì pia... nostr* amore!...
Oh dolore! perire così! Vis. O barbaro mio fato,
Che Bianca m5 hai rapita , Perchè me disperato Or lasci ancora in vita? M'unisca al caro bene
PietOSO il mio dolor. {poi cai forza)
Ma condannato a vivere Dalla crudel mia sorte , Saprò immolarle il perfido Che la condusse a morte. Sulla sua tomba esanime
Cadrà quel traditOr. (s'allontana desola-
Coro Spietato avverso fato, tèmmh)
Che Bianca, n'involasti.
SECONDO 33
Di gioje il dì cangiasti
In llittO ed in terror. (•! Coro si disperde, le donne e i cittadini entrano nel tempio)
SCENA IV.
RICINTO REMOTO
attiguo al palazzo di Manfredo, sparso di cipressi e salici, chiuso da alto muro con merli, coperto in parte da edere. Si vedono elevate varie tombe dei Conti di Siracusa. Alla sinistra una parte esterna di tempio. Un monumento alla destra appoggiato al muro, con porta di bronzo, e gradinata. Due piedestalli con urne. Presso ni monumento porta, per cui dal palazzo s'entra nel ricinto. La scena è rischiarata da tramonto.
Manfredo esce dalla porta del monumento a destra. La chiude con chiave che ripone. Si arresta ed osserva aW intorno.
Man. Sacro alla pace degli estinti... Augusto E terribil soggiorno, Dopo tanti e tant'anni a te ritorno. E con qual core ! Ed a qual fin ! Ben degno Di voi, grandmavi miei, di voi che inulto Mai s offriste l'insulto. Sola è del mio rossor, di mia vendetta
CoilSciaElaiSa... Squilla (grafie lenti colpi di campana)
Di morte!... ohimè! L'intendo. Là... da quel tempio sento
Un mistico Concento... (preludio d'istrumenti
dal tempio: indi cantato dalle vergini ivi i accolte, odesi)
Coro Alla pace degli eletti,
Che prometti a' tuoi fedeli, In tua gloria, là, ne' Cieli, Eianca a te, gran Dio! volò.
3
34 ATTO
A noi l'Angelo fu in vita Di pietà, conforto, aita. N'ami in Ciel, cui la richiami, Come in Terra ognor ci amò. Man. E pace là s'implora
Per lei... che mi tradiva...
Che punii, finsi estinta... e vive ancora.
Perchè fremo? Qual gelo
Or mi colpisce! Il Cielo
Forse ... sì. Se un sospetto ! . . .
E se il mio cieco affetto!...
E se un delitto!... il mio
Colpevol cor!... l'eternità!... gran Dio! (è colpito:
Alla pace degli eletti mi olge al cielo, giunge le mani Aspirar ÌO più non OSO. e cade ginocchioni)
Troppo, troppo, o Dio pietoso, Il mio core t'oltraggiò. Ai pentiti ognor perdoni... Tua pietà non m'abbandoni. Io t'imploro col mio pianto... Ah! pietà... perdóno avrò.
( umane prostrato , volto al rido } compunto)
SCENA V.
Voà al di fuori. Manfredo si scuote ^ e schiude la porta. Entrano Gentiluomini, Dignit ab j, Cavalieri armati.
Coro O Manfredo! Manfredo!
Man. I miei fidi!
Lor s'asconda l'interno terror. Coro Lascia ornai quest'asilo di morte:
Giusto duo! vinca Y alma tua forte.
Te reclamali lo Stato, la gloria:
Lascia i mirti : t' appresta agli allór.
SECONDO 35
Vinta appien non è ancora Agrigento.
Tradimento può sorgere ancor. Su i nemici novella vittoria
Ti consoli del pianto d'amor. Man. Tremi, cada l'altera Agrigento,
Doma alfine dal nostro valor. Alla voce di patria, di gloria,
Si raccende, s'esalta il mio cor. Per la gloria, sfidando il cimento,
Bella è morte sul campo d'onor. (E al ritorno da bella vittoria
Mi consoli il sorriso d'amor.) (p^te coi Cotx
dalla gran por ta)
SCENA VI.
Dopo qualche momento Elaisa dalla gran porta ^ che rinserra.
Si compia il giuramento.
Reggetemi al terribile cimento,
Padre mio... sacra effigie! (*) Ecco la tomba
(*) (Baciando V effigie che cava dal seno t e ripone)
Che m'accennò Manfredo. Oh sventurata ! Sventurata? Ella è amata.
Schiudasi, {con una chiave apre il monumento e si ritira)
SCENA VII.
Bianca, in candida veste, si presenta sulla soglia: osserva, poi scende ansia di sorpresa e di gioja. Elaisa in disparte.
Bia. Ah ! l' aria ancora !
Il Ciel !... Libertà !... Vita ! (si prostra)
Dio di pietà ! (*)Come, da chi l'aita? (*) (si rialza)
Dove, e... Ah!... (volgendosi si trova in faccia d'Eia.)
ELA. (con dolcezza) Non Tììl fuggite. (stendendole la
La vostra mano... destra^
36 ATTO
Bia. A voi? che qui venite?...
ELA. A Salvarvi. (marcata)
Bia. {colpita) A salvarmi!
Ela. Sì: vi rendo
La mercè che giurai dentro al mio core ,
Allor che mi salvaste il genitore,
Su quest' effigie. Ch'ella vi protegga...
Io VÌ dicea: v'è Dio... (soUnnemente)
E vi protegge. Bia. (incetta, timida) E credere degg' io ?...
E Manfredo! Ela. In me fida. »Ei di pugnale
» Estinta vi volea.
55 Presso lui, sì geloso, vi fé rea
55 Quel foglio a voi diretto
55Da... chi v'ama, e intercetto
55 Dal perfido Brunoro,
55 Che spirò pria di palesarlo. Bia. "E moro
55 Perchè svelarlo anch'io ferma negai. Ela. Morte a lui di veleno io consigliai,
Onde evitar complice vile. Bia. (turbandosi) t E voi?...
Ela. Me qui inviò a suadervi pel veleno... (cava,
BlA. E quel dunque! un'ampolla daremo)
]7LA# È un narcotico sì forte,
Che in sonno, pari a quello della morte, V'addormenta tant' ore. Lo herete Quando riede Manfredo.
Bia. (agitata) E poi?...
ELA. (marcata) Di tllttO
Ebbi... ed avrò pensier. Vi presta il Cielo Il suo favore. A vita tornerete...
BlA. E ViscardoL. (<»» 6Wm e rapidamente)
SECONDO 37
ELA. (non co/itenencfosi) ViscardoL. Ali L.
Bia. (triste .timida) Voi fremete!
Ela. Oh! qual nome pronunziaste!...
In qual loco!... in quai momenti!
Da un obblio mi ridestaste,
Che assopiva i miei tormenti.
Il mio cor batteva appena... (triste)
Era face sul morir... A quel nome in ogni vena (con estrema
Tornò il sangue a ribollir, agitazione) Bia. Perdonate... oh (...perdonate
All'incauto ardente core.
Voi la vita mi salvate...
E scordava il vostro amore.
Generosa mia rivale ,
Veggo il vostro rio martir... Io vi sono ben fatale!...
Non vogliatemi abborrir.... Ela. , Si... martir cui non v'è eguale...
\ È più atroce del morir. Bia. j Io vi sono ben fatale!...
Deh! lasciatemi morir.... Ela. Voi morire! Voi amata!
Io sol debbo... e vuo' morir, (piangente) Bia. Voi piangete ! oh sfortunata! (osservandola con
Pianto a pianto voglio unir, compassione) a 2 Dolce conforto al misero
Che geme — senza speme,
Accorda il Ciei le lagrime
Nelle sciagure estreme...
Più dolci allor che spargonsi
In sen dell'amistà. (si stringono al seno) Oh! piangi... piangi, abbracciami,
Io scordo il mio tormento.
38 ATTO
E un raggio di contento...
Nel Cielo e una bontà. {Eia. ricade in
BlA. ViscardoL. cupa riflessione)
ElA. Il rivedrete. (con fermezza)
Felice passerete
Dal seno della morte
A quello dell'amor. Bia. Sì bella ancor mia sorte!... (congwja)
E voi! Ela. (marcato) Per me è deciso.
Non resta più...
BlA. (con affanno) Cile?
Ela. (deliberata) Morte.
Bia. Ah!
(odesi un colpo alla gran porta dijuori)
Ela. Manfredo. Ecco il momento, (va ad aprire)
Bia. Io più non lo pavento.
SCENA Vili. |
Manfredo, Elaisa, e Bianca.
Man. Ebben! che n'otteneste? (ad Eia.)
Ela. Ella il velen berà.
Man. E il nome del reo complice!...
Quel sangue... quel vorrei. Lunge, in un chiostro, incognita (a Bìa.)
Te viver lascerei.
Quel nome!... (con fuoco)
Bia. (decisa) Mai, mai, barbaro,
Saperlo tu potrai.
Io sola... io sola vittima... Man. Sì. Lo precedi ornai. (fao)
Man. A te il veleno... o perfida,
Ch'io esulti al tuo morir;
SECONDO 3c)
Mi vendichi terribile
L'estremo tuo sospir. Invan sottrai- chi adori
Tu speri a' miei furori.
Egli cadrà mia vittima,
Io lo saprò scoprir. (La speme di quest'anima,
Amore, non tradir.) Bia. A me il veleno... intrepida
Non temo del morir. Me adesso credi misera...
Or cesso di soffrir. Te lascio nel terrore,
Nel mio vendicatore.
Ei non sarà tua vittima...4
Ei te saprà punir. (Cela i trasporti... frenati,
Cor mio, non ti tradir.) Ela. Conforto me alla misera (a Man)
Lasciate in suo morir. La vostra sorte intrepida (a Bia.)
Pensate or a compir. Terribile è il dolore (esaltandosi)
D'un disperato amore.
E in suo furor la vittima
Non tarderà a colpir. (Cela i trasporti... frenati,
Cor mio, non ti tradir.) Conforto me alla misera
Lasciate in suo morir.
(Bia. bee dati ampolla die le porse Eia., la gùta, fre- me, vacilla, e cade \n braccio di Eia. sui gradini del monumento. Man. parte con gioj'ajeroce)
FINE DELL'ATTO SECONDO.
SCENA I.
STANZA NEL PALAZZO ABITATO DA ELAISA.
Un'alcova in prospetto chiusa da coltrinaggio. Due porte laterali. Una grande finestra, sedie, tavolino.
Elaisa con capelli disciolti, seduta presso un tavolino sul quale un candelabro, con lumi accesi , due borse e uno scrignetto. Il di lei Maggiordomo all' altra parte del tavolino.
ElA. 5? Ali! Voi qui già Stavate! {scorgendo il Maggi
«Ed eseguiste? Tutto! È pronto il legno « Che in salvo dee guidarli in altro regno ! «Quell'oro... que3 diamanti... consegnate «Tutto a Viscardo. Io ve l'affido. Andate.
(U Mag. prende le bone e Lo scrignetto ed esce. Ella s'alza, prende il candelabro e s'avvia all'alcova, ove si vede Sia. stesa sul letto. V effigie sul di lei seno) Là pOSa. Bella ancora (contemplandola)
Di morte nel pallore !
Troppo, ahi! bella pel misero mio core!
(s'allontana dal Leto. esce, e chiude il coltrinaggio)
Manfredo nella tomba già la crede. Cesse all'oro del guarclian la fede. Qui venne, fra le tenebre, asportata:
ATTO TERZO 4i
Qui, fra poco, alla vita ridonata, S'incontrerà in chi adora... (con angoscia)
Edio.... allor, io!... sarò più viva allora, (siede
Sì, morir. Il mio fato affannosa : si concentra)
Sembra già pronunziato. (s'alza agitatissima)
E S'affretti. Ma parmi... (dall'alcova, esamina Sia., ed osservando con emozione l'effigie, la leva dal di lei seno)
Ella!... sta ancora immota. E quest' effìgie ! Oh madre mia ! Devota Tu T invocasti un dì mia protettrice! Quella io non son che far dovea felice. Ma negli estremi istanti Tu mi conforta almeno. Raggio di calma in seno Mi versa, augusta Fé. Sia l'ultimo sorriso
Di tua pietà per me. M'attendi in Paradiso,
Ó madre mia, con te. (s'abbandona
sulla sedia)
SCENA IL
S'apre la porta a sinistra: entra Viscardo in aria smarrita, minacciosa 3 e chiude.
Vis. Eccola!
Ela. E chi? Ah! Viscardo!... (scuotendosi)
Vis. Io, sì.
Ela. Cielo ! Qual fremito ! Qual guardo ! ( fisandoio)
Vis. E perchè n'atterrite!
Sì pallida perchè?... No, non mentite.
Isauia tutto udia (tremante)
Da quel loco ferale.
Voi avete il veleno... ed io... un pugnale.
(cavandolo, e fiero)
42 ATTO
Ela. Viscardo ! Lo diceste!... E l'amor mio!... (con
E il VOStro!... passione)
Vis. Io non amai
Che Bianca. Ela. Ah! tu, crudele, mi trafìggi
Ora con tal paiola. E cara tanto EU' era a te?... Vis. Se m'era cara! Oh quanto!
S' io F amava ! Sciagurata !
L'odi, e mori disperata. -
L'adorava qual s'adora
D'un sfuo Nume augusta imago.
Era il Ciel cui aspirava...
La mia speme... il mio tesor. E queir angelo mi amava
Quanto amar, bramar può un cor. Ela. D' Elaisa il cor giammai (con pena)
Dunque, ingrato, conoscesti! Vis. E che mai... che dir potresti!...
Ela. A mia morte lo saprai. (marcata)
Forse allor ne piangerai.
Al sorriso di Viscardo
Per me il Cielo ognor s'apriva.
Eri il Sol de' giorni miei...
Nume... altare... cuor per me. Rinunziato al Cielo avrei,
Là chiamata, senza te. Vis. Più non odo... Ela. Dunque... E vuoi?
Vis. A morir vi disponete.
Pochi istanti lascio a voi...
Là... prostratevi... piangete...
E, sperarla se potete,
Domandate a Dio pietà.
TERZO 43
Ela. E da te?... dimmi... Vis. Dame!...
Bianca l'ebbe allor da te ! Del suo tiranno a' pie cadea...
Bianca, in affanno, pietà chiedea. . Veduta a piangere, crudel, tu l'hai... E il cor tuo barbaro ne giubilò. Ma tanto sangue tu verserai Per quante lagrime ella versò. Ela. Per te d'amore solo vivea:
Senza il tuo core morir volea, Ma di tua manot... non lo sperai... Nelle tue braccia forse cadrò. Estremo accento... tuo nome udrai... Mio sospir ultimo ti volgerò. Vis. La sua spoglia!... Che ne feste?... (quasi
fuori di se)
E dov'è?... Chi a me l'invola?...
Non sapete eh' è la sola ...
Sì... la sola pel mio core!... Ela. È la sola!... Dio! la sola!...
Vis. Che anche morta, adorerà.
Ela. Vedi... io moro... il mio dolore!...
Ah! tu sei senza pietà. (disperata)
Sì... lo sappi... ne fremi... delira- lo T odiai... t'involai la diletta.
Esultai nel compir la vendetta...
Questa mano il veleno le die. Or la vendica... sfoga quell'ira...
Chiede Bianca il mio sangue da te. Vis. Mia ragione s'offusca... delira...
Dove sci!... Ti perdei... mia diletta...
Triste vittima d'empia vendetta...
E ancor vive chi morte le die !
44 ATTO TERZO
Freno in sen non ha più la giust5 ira: Abbi morte, spietata, da me. Mia Bianca!...
ELA. (disperatissima) Io te V UCCÌSÌ.
Vis. (alzando il pugnale) Sciagurata!...
Ebben... mori. (l<* colpisce)
ELA. Ali!... Qui... al COre. (cade ferita)
Così bramai... (gli prende la mano, con tenerezza; in
questo s'ode la voce di Bla. dalV alcova)
Bia. Viscardo! ove son io?...
Vis. Ah! qual voce!... (si volge)
BlA. (aprendo il coltrinaggio) Viscardo!...
Vis. (accorrendo) Ella ! gran Dio !
Bianca! è vero?... Tu vivi?...
Come? Da chi salvata? Ela. Da me... per te.
BlA. Sì. (con raccapriccio)
Vis. (con fremito) \ Ed io !... Elaisa !... Aita!...
(sJ inginocchia e sorregge Eia.)
Ela. È vana, già finisce la mia vita. (con voce che »a Per me già s'apre il Cielo... mancando)
E lascio a voi l'amor. Non piangere... sorridimi... (a Vis.)
Tua man... qui... sul cor mio. Vi benedico... addio- Felice io moro ancor.
Vis. Ed io t'uccisi! oh Cielo!
Bia. Straziar mi sento il cor.
Vis. Bia. Per me tu mori! oh Dio!
Vittima dell' amor ! (Eia, cade in braccio
a Vis. e spira)
FINE